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L’equilibrio tra il dare e l’avere è fondamentale in tutte le relazioni. Dove qualcuno toglie, c’è la necessità che qualcun altro debba rimettere, il sistema tende a promuovere una compensazione.
Non appena noi prendiamo o riceviamo qualcosa da qualcuno, noi ci sentiamo allo stesso modo obbligati a dargli qualcosa e proprio qualcosa dello stesso valore. Noi ci sentiamo debitori nei suoi confronti finché non gli abbiamo ritornato qualcosa di adeguato e abbiamo quindi compensato. Dopo di che, ci sentiamo, nei suoi confronti, nuovamente innocenti e liberi. Questa coscienza non ci lascia in pace finché non abbiamo compensato.
Questa legge di equilibrio deve essere mantenuta anche nei rapporti dei genitori, che sono i più grandi e dei figli, che sono i più piccoli. In questo caso i genitori danno ed i figli ricevono. Quando viene violato questo ordine si parla di “movimento interrotto” che molto spesso emerge durante le costellazioni familiari.
Il movimento verso la madre viene in qualche modo interrotto quando il figlio, in un determinato momento della relazione con lei, si è sentito abbandonato ed ha deciso che avrebbe potuto per sempre fare a meno di lei. Uno dei casi caratteristici si verifica alla nascita con il parto cesareo o quando la madre è costretta a seguire un figlio a scapito di un altro per ragioni molto gravi. Il bambino si trova ad essere separato precocemente da lei e vive tutto questo distacco come un forte rifiuto e si sente respinto dalla madre in modo repentino e violento.
Chi ha vissuto questa esperienza da adulto non avrà il coraggio di abbandonarsi in modo completo all’amore del proprio per la paura di subire nuovamente quel forte dolore e di conseguenza oscillerà sempre tra il desiderio di abbandonarsi e la paura.